La Pedemontana

L’incontro sulla Pedemontana che ho condiviso con ITALIA NOSTRA sez.di Forlì, costituisce un contributo alla scala “locale”. Il racconto di questo percorso è la ricostruzione della “direttrice di percorrenza” che unisce gli insediamenti posti allo sbocco delle valli collegandole trasversalmente, cioè salendo e scendendo le testate delle prime colline che si affacciano sulla pianura, da Piacenza a Cattolica, “ai piedi della catena montuosa”. Nella lettura della tipologia dei percorsi, legata all’oro-idrografia del terreno, si qualifica come percorso di controcrinale, cioè percorso trasversale di collegamento degli spartiacque, in grado di stabilire attraversamenti–guadi in corrispondenza dei corsi d’acqua e dei fossi che deve attraversare. Per il nostro ambito territoriale, la Pedemontana va letta insieme alla Traversa di Romagna, cioè al controcrinale posto a metà delle valli. A circa Km 25 dalle testate dei crinali e km 25 dal crinale appenninico, corre l’antico collegamento fra Marzabotto-Mevaniola-Sarsina-Verrucchio, dalla valle del Reno alle valli Riminesi. Nelle fasi di andata e ritorno, nei diversi periodi storici dell’insediamento, l’importanza di questi due percorsi trasversali è fondamentale per la comprensione unitaria delle Romagne perché gli elementi ed i caratteri di identità culturale si presentano in senso trasversale alle vallate.

Focalizzando l’attenzione al tratto dentro Le Romagne, la pista Pedemontana collega tutti i promontori da Dozza, sopra a Imola, a Montalbano sopra Cattolica. Questi terrazzi “sull’antica riviera del mare padano” stanno sulle quote dai metri 100 ai 120 sul livello del mare, con le emergenze di Monte Poggiolo mt 212 e Bertinoro mt 250. Il dislivello dei suoi fianchi presenta tratti in pendenza delle colline anche del 10% che possono arrivare al 17% nel Riminese. Il percorso trasversale  di controcrinale è un percorso faticoso da fare perché sale e scende i diversi spartiacque,  mettendo in comunicazione le valli.

Metto qui in elenco le località di testata che individuano gli spartiacque della Pedemontana, anche solo per suggerirne l’osservazione da questi punti di vista, che ne costituiscono il paesaggio:

  • Oriolo quota slm mt 154
  • San Mamante quota slm mt 160
  • Castiglione quota slm mt 146
  • Petrignone quota slm mt 151
  • Montepoggiolo quota slm mt 212
  • Massa quota slm mt 230
  • Collina quota slm mt 100
  • Ravaldino in Monte quota slm mt 121
  • Bertinoro quota slm mt 257
  • Montemaggio quota slm mt 327
  • Massa quota slm mt 189
  • Colle Garampo-Cesena quota slm mt 95

Il lavoro per la ricostruzione della direttrice di percorrenza della Pedemontana, nella sua cartografia dettagliata della scala locale,  è da fare. Si possono ipotizzare dei tracciati viari sulle carte di impianto dell’IGM 1:25.00 degli anni 1930, le più ricche di toponimi, di percorsi e di informazioni.  Le carte attuali sono molto “povere” e riduttive, perché “mute”, le case rurali non hanno più il nome e se un luogo non è ricordato, sembra non esistere.  Questi tracciati si arricchiscono di dati con il confronto delle Mappe dei Catasti Toscano e Pontificio del 1830 e con la Carta del 1888 della Provincia di Forlì. Una volta costruita questa base di lavoro, è fondamentale la localizzazione  dei reperti storici documentati per leggere la sua continuità, il suo legame con il sistema della pianificazione della Via Emilia ed il suo ritorno a funzionare  “a tratti” dopo la caduta dell’Impero Romano.

Oggi si tratta di strade asfaltate, sentieri, carrarecce interpoderali. Nella realtà dei luoghi stiamo parlando di una collina molto ricca di prodotti agricoli ed abitata con continuità. E’ stata oggetto negli anni 1970-1990 di intensa attività edilizia per la realizzazione di nuove ville di abitazione permanente per la vicinanza, nel raggio di km 10, ai centri urbani. Questo significa: recinzioni, cancelli divieti di accesso, quindi il tracciato ricostruito sulla carta non è percorribile  nella sua unitarietà nè a piedi, né in mountain bike, né in auto o a cavallo.

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