2019 Settembre - Forlì

Siti, vicende, uomini dalla preistoria ad oggi

Forlì, 26 settembre - 15 novembre 2019

Le prime tracce dell’uomo lungo l’Antica Costa del Mare Padano
Aldo Antoniazzi - Geologo

Evoluzioni e permanenze: le case rurali e i percorsi
Marina Foschi – Consigliere Nazionale di Italia Nostra
Patrizia Tamburini - Progetto “Le Romagne”

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INCONTRI E PUNTI DI SOSTA: POPOLAMENTO E STRUTTURE INSEDIATIVE

Ho partecipato attivamente con la Sezione di Italia Nostra di Forlì per presentare il progetto Le Romagne, su cui sto lavorando. E’ il progetto di una
“Guida on Line” per dare visibilità unitaria alle terre di Romagna attraverso gli strumenti del web sviluppando le ricerche storico-geografiche-architettoniche iniziate presso l’Università di Architettura di Firenze, poi con l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e portate avanti con il gruppo di lavoro cui fanno riferimento le pubblicazioni della CCIAA di Forlì.

Il Progetto delle Romagne risponde alle esigenze non solo di immagine, ma di contenuti veri ed emozionali, che ci “fanno muovere” nel territorio e
creare relazioni-collegamenti all’interno della grande mole di informazioni oggi disponibile. L’obbiettivo è quello di illustrare, in modo dinamico, quello che “non si vede”, cioè la logica e la tipologia dei luoghi. Trovandosi “dentro al territorio” la persona ha necessità di avere delle chiavi di lettura e di essere guidato “alla scoperta”.

La Guida (oggi in bozza sul web in www.leromagne.org) non è un contenitore per mostrare quello che è rimasto del passato, ma uno strumento per
leggere il nostro territorio presente come organismo frutto di un processo, in continuo divenire, con fasi di andate e di ritorni, di cui noi siamo partecipiresponsabili. I caratteri del tempo e dello spazio sono sintetizzati nel filmato di di apertura (Home Page) che trova poi nei singoli tasselli preziosi
approfondimenti. I diversi luoghi sono presentati nei loro caratteri costitutivi attraverso l’illustrazione dei vari materiali da costruzione, quindi dalle forme più semplici delle case rurali a quelle più complesse dei paesi e nella mappatura delle percorrenze, nei legami tra la viabilità e la consistenza oro-idrografica. La Guida vuole costituire la possibilità di dare un’immagine d’insieme chiara, un quadro di riferimento in cui approfondire i singoli interessi. E’ costruita per “entrare dentro” al territorio gradualmente, non conclusa, ma in divenire. La scala di lettura è sub-regionale e presenta in modo unitario le direttrici di percorrenza e tipologie dell’insediamento cercando di rispondere alle elementari domande del perché della localizzazione e dei caratteri di identità culturale nella loro evoluzione e permanenza.

Il lavoro si inserisce negli studi a livello nazionale, in corso di pubblicazione, di un atlante che illustra i “Processi di formazione del territorio italiano” svolti con il gruppo del prof. Cataldi di Firenze in oltre quarant’anni di attività di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Firenze. Il metodo di
indagine scientifica identifica le strutture permanenti di sostrato, cioè i caratteri, il DNA dello spazio antropico in cui il “progetto” riacquista la sua vera capacità di “proiezione” sia rivolta al passato che rivolta al futuro. L’indagine territoriale illustra le dinamiche trasformative dal “semplice al complesso” che parlano di relazioni, di motivazioni della percorrenza e dell’insediamento per comprendere il quadro d’insieme organico che il paesaggio sintetizza.

L’incontro sulla Pedemontana costituisce un contributo alla scala “locale”. Il racconto di questo percorso è la ricostruzione della “direttrice di percorrenza” che unisce gli insediamenti posti allo sbocco delle valli collegandole trasversalmente, cioè salendo e scendendo le testate delle prime colline che si affacciano sulla pianura, da Piacenza a Cattolica, “ai piedi della catena montuosa”. Nella lettura della tipologia dei percorsi, legata all’oro-idrografia del terreno, si qualifica come percorso di controcrinale, cioè percorso trasversale di collegamento degli spartiacque, in grado di stabilire attraversamenti–guadi in corrispondenza dei corsi d’acqua e dei fossi che deve attraversare. Per il nostro ambito territoriale, la Pedemontana va letta insieme alla Traversa di Romagna, cioè al controcrinale posto a metà delle valli. A circa Km 25 dalle testate dei crinali e km 25 dal crinale appenninico, corre l’antico collegamento fra Marzabotto-Mevaniola-Sarsina-Verrucchio, dalla valle del Reno alle valli Riminesi. Nelle fasi di andata e ritorno, nei diversi periodi storici dell’insediamento, l’importanza di questi due percorsi trasversali è fondamentale per la comprensione unitaria delle Romagne perché gli elementi ed i caratteri di identità culturale si presentano in senso trasversale alle vallate.

Focalizzando l’attenzione al tratto dentro Le Romagne, la pista Pedemontana collega tutti i promontori da Dozza, sopra a Imola, a Montalbano sopra Cattolica. Questi terrazzi “sull’antica riviera del mare padano” stanno sulle quote dai metri 100 ai 120 sul livello del mare, con le emergenze di Monte
Poggiolo mt 212 e Bertinoro mt 250. Il dislivello dei suoi fianchi presenta tratti in pendenza delle colline anche del 10% che possono arrivare al 17% nel Riminese. Il percorso trasversale di controcrinale è un percorso faticoso da fare perché sale e scende i diversi spartiacque, mettendo in comunicazione le valli.

Metto qui in elenco le località di testata che individuano gli spartiacque perché, lette ascoltando il suono dei toponimi nella loro sequenza, sono perle di una collana e ciascuna di loro apre un mondo:
- Dozza quota slm mt 190
- Monte Catone, quota slm mt 247
- Poggiolo quota slm mt 155
- Palazzina quota slm mt 161
- Bergullo quota slm mt 143
- Serra quota slm mt 157
- Pergola quota slm mt 170
- Castel Raniero slm mt 153
- Borgo Tulliero quota slm mt 80
- Oriolo quota slm mt 154
- San mamante quota slm mt 160
- Castiglione quota slm mt 146
- Petrignone quota slm mt 151
- Montepoggiolo quota slm mt 212
- Massa quota slm mt 230
- Collina quota slm mt 100
- Ravaldino in Monte quota slm mt 121
- Bertinoro quota slm mt 257
- Montemaggio quota slm mt 327
- Massa quota slm mt 189
- Colle Garampo-Cesena quota slm mt 95
- Madonna del Monte quota slm mt 131
- Montiano quota slm mt 159
- Longiano quota slm mt 179
- Montigallo quota slm mt 137
- Montalbano quota slm mt 154
- Santarcangelo quota slm mt 90
- Castellaccio quota slm mt 152
- Coriano quota slm mt 102
- Misano monte quota slm mt 05
- Montalbano quota slm mt 49

Il lavoro per la ricostruzione della direttrice di percorrenza della Pedemontana, nella sua ricostruzione cartografica nel dettaglio della scala locale, è da fare. Si possono ipotizzare dei tracciati viari sulle carte di impianto dell’IGM 1:25.00 degli anni 1930, le più ricche di toponimi, di percorsi e di informazioni. Le carte attuali sono molto “povere” e riduttive, perché “mute”, le case rurale non hanno più il nome e se un luogo non è ricordato, sembra non esistere. Questi tracciati si arricchiscono di dati con il confronto delle Mappe dei Catasti Toscano e Pontificio del 1830 e con la Carta del 1888 della Provincia di Forlì. Una volta costruita questa base di lavoro, è fondamentale la localizzazione dei reperti storici documentati per leggere la sua continuità, il suo legame con il sistema della pianificazione della Via Emilia ed il suo ritorno a funzionare “a tratti” dopo la caduta dell’Impero Romano.

Il passaggio successivo è quello di dare consistenza materiale ai risultati disegnati sulla carta. Oggi si tratta di strade asfaltate, sentieri, carrarecce
interpoderali. Nella realtà dei luoghi stiamo parlando di una collina molto ricca di prodotti agricoli ed abitata con continuità. E’ stata oggetto negli anni 1970- 1990 di intensa attività edilizia per la realizzazione di nuove ville di abitazione permanente per la vicinanza, nel raggio di km 10, ai centri urbani. Questo significa: recinzioni, cancelli divieti di accesso, quindi il tracciato ricostruito sulla carta non è percorribile nella sua unitarietà nè a piedi, né in mountain bike, né in auto o a cavallo.

Ad esempio nel tratto fra San Martino in Strada e Meldola, il percorso oggi che i ciclisti fanno con andamento trasversale, parallelo alla strada della Monda, per intenderci subito a monte della centuriazione, si svolge su tratti di strade comunali o stradelli vicinali di uso pubblico. Ha un andamento molto forzato “a zig-zag”. Forzato perché va contro l’orografia dei terreni, ma segue i confini di proprietà, per costeggiare le recinzioni. Lo chiamano il “Labirinto”.

E’ quindi quanto mai utile, per me, dare continuità a questa iniziativa con la proposta, da cui eravamo partiti. La possibilità realizzare un “video-clip” con
foto dall’alto, arricchito dai riferimenti cartografici, dalle notizie storiche, dalla curiosità culinarie, enogastronomiche e dallo sguardo dei ragazzi delle scuole, possa dare una immagine e percezione della Antica Linea di Costa con la direttrice di percorrenza della Pedemontana, di stimolo a livello regionale.

ALLEGATI: IMMAGINI e DIDASCALIE
1. Inquadramento Regionale, nella Tavola, Appennino Tosco-Emiliano, Ciclo di Impianto, dalle Lezioni del prof. Arch. Giancarlo Cataldi, Firenze

2. Testate di Crinale dal Sillaro al Conca, dal sito web www.leromagne.org

3. SEZIONI dei CRINALI SECONDARI
3.1 Testata di Monte Poggiolo fra il Tramazzo ed il Montone
3.2 Testata di Massa fra il Montone e il Rabbi
3.3 Testata di Bertinoro fra il Rabbi ed il Bidente
3.4 Testata di Cesena fra il Bidente ed il Savio Estratto da Conti G., Tamburini P., Tani R., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, Forlì, C.C.I.A.A., 1988.

4.Tasselli delle tavole storiche
tav. 1 Ciclo di Impianto dalle origini al III sec a.c
tav . 2 Ciclo Consolidamento dal III sec a.c al VI sec.
tav . 3 Ciclo Consolidamento dal VI sec al XV sec.
tav . 4 Ciclo Consolidamento dal XV sec al 1861 Estratto da Conti G., Tamburini P., Tani R., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, Forlì, C.C.I.A.A., 1988.

5. Estratto dalla Carta geologica del 1880 del Versante settentrionale dell’Appennino, compreso fra i fiumi Montone e Foglia, Rilevata in scala 1:50.000 e riprodotto in scala 1:100.000 dal comm. Giuseppe Sacarabelli Gommi Flamini
Sulla linea Pedemontana troviamo il confine fra:
- a valle Alluvioni brecciose in terrazze elevate (Post Pleistocene)
- a monte Sabbie a ciottoli silicei. Marne conchilifere (Pleistocene)

6. Estratto della zona di Oriolo - Montepoggiolo delle Tavole 1:25.000 IGM del 1947 In verde è evidenziata la curva di livello dei mt. 100 ed in rosso i percorsi di crinali che coincidono con lo spartiacque geografico principale fra Lamone e Montone che qui si ramifica nelle testate di Oriolo, San Mamante, Castiglione, Petrignone, Monte Poggiolo.

7. Le Romagne nei diversi ambiti territoriali che qualificano paesaggi ed identità culturali. Sono presentati nei loro caratteri costruttivi, attraverso l’uso della pietra e del cotto, dalle forme più semplici delle case rurali a quelle più complesse dei paesi nel loro legame con la consistenza oro-idrografica, nelle sfumature del dialetto e nel tessuto minuto dei percorsi. Estratto da www.leromagne.org

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