2018 novembre - APAB - MILANO

BIODINAMICA associazione per l’agricoltura

35° Convegno Internazionale

INNOVAZIONE E RICERCA - ALLEANZE PER L’AGROECOLOGIA

Sessione Paesaggio, Risorse, Rnergia
coordinatori architetti: Gianni Scudo, Antonio Longo, Stefano Andi

POLITECNICO di MILANO
Sabato 17 Novembre 2018 Aula J1 ore 15-19

LAND PEDIA

Interpretazione e sintesi del Territorio italiano

IMMAGINI


Gruppo di ricerca: Prof. Arch. Giancarlo Cataldi (Università degli Studi di Firenze), Arch. Massimo
Gasperini (Libero Professionista), Arch. Patrizia Tamburini (Libero Professionista)

Il territorio come patrimonio totale compiuto è realtà, la realtà, cioè il costrutto positivo ed univoco della collaborazione di uomo e natura, nostra condizione di esistenza, ma anche nostro patrimonio insostituibile e però anche perdibile, almeno nel senso di patrimonio civile, concresciuto con la civiltà in una disciplina insieme naturale e umana, idoneo a ospitare e sostenere la civiltà fintanto che quella continuità di disciplina duri. Entro il limite di quella realtà e di quella disciplina c’è la possibilità, il futuro possibile, la verità morale e la libertà stessa dell’uomo; fuori c’è solo l’errore e lo scacco, l’illusione, l’alienazione e il non senso.
Saverio Muratori, Civiltà e Territorio, Centro Studi di Storia Urbanistica, Roma, 1967

Incipit
L’occasione offerta da questo convegno è per noi di notevole valore. Appare impellente la necessità di raccogliere e coagulare la nutrita serie di apporti scientifici interdisciplinari per approdare a delle valide ipotesi capaci di porre un confine netto contro la dilagante ignoranza che violenta il nostro territorio. Il mondo della cultura deve incidere sull’economia e frenare il progressivo consumo del territorio tendente al massimo sfruttamento del nostro patrimonio ambientale.

In questa giornata presentiamo il nostro progetto “Land Pedia” che mette a sistema gli studi incentrati sull’analisi delle dinamiche di trasformazioni territoriali, dove l’eterogenea quantità di dati è elaborata con un metodo di indagine finalizzato all’identificazione dei caratteri permanenti nello spazio urbano e territoriale, dove il progetto riacquista la sua vera capacità di proiezione sia per il passato che per il futuro Sostanza e Tempo del Territorio.

Il territorio è un termine che raccoglie in sé una quantità vastissima di dati e problemi. Un termine sintetico dunque, a cui si può far riferimento ragionando di molti diversi problemi; in termini di cui è difficile almeno a prima vista, distinguere le connotazioni oggettive e quelle soggettive. Intorno a questo termine si concentra un ampio dibattito, culturale e politico, su cui si scontrano diverse concezioni del vivere umano, quello contingente come quello prossimo e quello futuro e futuribile. Ma è anche, il territorio, un qualcosa di materiale e reale che, al di là dei diversi metodi di interpretazione storica, è capace di rappresentare l’esperienza passata dell’umanità.

Il suo studio, la conoscenza dei suoi aspetti più particolari rivelano le tracce sostanziali della storia dell’uomo, dei conflitti di cui è protagonista, dei suoi rapporti con l’ambiente. Esso è una sostanziale testimonianza permanente della storia dell’uomo. Una testimonianza del tutto particolare e ricca giacché non è statica. È in continuo mutamento col passare del tempo, cosicché si arricchisce progressivamente di nuovi dati, di nuovi valori che il fare umano viene realizzando. Data la sua dinamicità, al limite, la sua descrizione (trascrizione) è sempre inattuale e non aggiornata.

D’altra parte la sua conoscenza è assolutamente indispensabile per ogni cittadino che voglia agire in maniera sociale, che voglia partecipare alla comunità, giacché la comunità tutta è fortemente condizionata, se non plasmata, in relazione alle caratteristiche del territorio e della capacità di gestirlo, cioè di ricavarne rapporti utili e genericamente produttivi.

Il principale problema risiede nella comprensione delle dinamiche territoriali. Pianificazione, organizzazione razionale dello spazio, utilizzazione delle risorse, sono strumenti che dovrebbero tradurre opportune indagini e letture approfondite, a diversi gradi sul territorio. (delle sue caratteristiche). La sua storia è nel contempo collegata con la storia naturale e la storia dell’uomo. Se è vero che la ricerca storica si fonda sull’analisi delle fonti e dei documenti (archivistici e bibliografici) non dobbiamo dimenticare il considerevole contributo che viene fornito dallo studio delle caratteristiche del territorio nella sua più ampia accezione.

Innanzi tutto uno dei tratti fondamentali della ricerca storica è costituito dal rapporto esistente tra le fonti e l’ambiente, il luogo, il territorio dove queste vengono rinvenute e dove sono state create. Gli oggetti storici, le testimonianze della cultura dell’umanità acquistano significato quando ne venga ricostruito il contesto culturale ed ambientale dove si sono realizzati. È possibile conoscere questo contesto ambientale attraverso l’analisi storica e con l’ausilio dei contributi disciplinari, quanto mai elaborati, come in particolare a geologia, dalla topografia antica, geografia, dall’archeologia, dall’antropologia, dalla storia della città e del paesaggio, dalla ‘Scienza del territorio’, ecc. Uno dei problemi più delicati da affrontare è quello di trovare i nessi esistenti tra il contributo di queste discipline e l’operare nel presente e nel futuro sul territorio.

Il collasso tra il confronto disciplinare, spesse volte scaturito dal distaccamento volontario invocato dall’autonomia e dalla specializzazione scientifica delle branche disciplinari porta a considerare queste come fine a sé stesse nei processi di pianificazione e di programmazione. È un fatto d’altra parte che per gli operatori (progettisti e politici) risulta spesso assai comodo considerare l’onere della conoscenza delle strutture storiche territoriali come superflua ed anche spesso come ostacolo alla efficienza e alla speditezza delle procedure attuative sotto la spinta ci circostanze contingenti. Corrispondenti spesso alle scadenze dei mandati elettorali.

Siamo fortemente convinti che la Scienza del territorio possa costituire la disciplina di congiuntura tra le diverse conoscenze insite nella vicenda territoriale poiché necessita della loro conoscenza tendente ad una traduzione sintetica. Nella necessità (fine ultimo) di descrivere le forme del territorio, la Scienza del Territorio deve farsi carico di rilevare i rapporti esistenti tra il Territorio e gli uomini. La definizione data da Muratori in tal senso appare quanto mai attuale ed emblematica.

Ogni qualvolta l’uomo ha voluto operare sul territorio ha dovuto fare i conti con le sue caratteristiche e ciò è avvenuto in forma spesso violenta e drammatica quando l’uomo ha avuto tanta fiducia in se stesso (presunzione dei propri mezzi) da ritenere superfluo e non necessario quella preparazione culturale e tecnica che gli avrebbe consentito di prevenire difficoltà, semplificare e rendere più produttiva la propria azione.

Ogni progetto di trasformazione del territorio, che prescindesse da una approfondita conoscenza delle sue caratteristiche storiche, naturali, strutturali, ha finito per creare oneri assai più grandi per la comunità di quanti non siano stati i vantaggi. Il territorio addebita pesantemente alla comunità sociale l’ignoranza della sua conoscenza e delle regole entro cui è possibile accostarvisi.

Quale progetto?
Land-pedia è un programma che intende ridurre questo gap coagulando le diverse informazioni sulle strutture fondamentali del territorio, il suo DNA. Il territorio è inteso dunque come palinsesto, ossia un archivio non falsificabile della storia dell’uomo. In analogia ai processi biologici, i substrati del territorio sono le molecole di base che condizionano l’intero processo di sviluppo. Il loro riconoscimento risulta fondamentale poiché sono esse stesse che conferiscono l’identità ai luoghi e dunque ai popoli che li abitano. Solo lo studio della morfologia territoriale alla grande scala fornisce queste informazioni, ossia le regole di base che la orientano. La contemporaneità si legge e si sostiene insieme alle sue origini. Esistono leggi precise che governano i meccanismi imprescindibili di trasformazione dello spazio antropico. Queste basi di dati servono per riconoscere e sostanziare gli elementi che costituiscono il territorio, naturale e antropico: case, percorsi, insediamenti nella loro genesi ed evoluzione.

La Scienza del Territorio (avviata da Saverio Muratori, Modena, 1910 - Roma, 1973) è una disciplina efficace in tal senso poiché radica il suo fondamento sulle evidenze materiali identificando i caratteri permanenti nello spazio urbano e territoriale, nelle loro precipue interrelazioni. Il paesaggio, elemento di derivazione del termine più generale di territorio pariteticamente ad altri sinonimi come luogo, contesto e ambiente, è un paesaggio stratificato, sottratto alle effimere impressioni formali, alle delizie del pittoresco e restituito alla complessità della storia.

Quali strumenti?
Lo sviluppo delle tecnologie informatiche offre ampie possibilità, in particolare l’impiego dei sistemi GIS (Geographical Information System), quotidianamente in uso in questo settore.

Il GIS è uno strumento, non il fine e deve essere inserito in un progetto sintetico di lettura, con un fondamento culturale d’interpretazione storica. I confini che dividono le discipline restano il problema principale da superare per passare dal documento al territorio. La dialettica fra la dimensione soggettiva e oggettiva costituisce un elemento di tensione costante nella lettura dei paesaggi. Sul piano storico-geografico il fenomeno è unitario di stratificazioni diacroniche e componenti sincroniche.

La creazione di una piattaforma digitale consente la gestione coordinata delle banche dati (immagini fotografiche, dati ambientali, fondi documentari, mappe, schedature, elaborati analitici, ecc.) e della traduzione, in forma cartografica, delle informazioni in essi contenute. Si tratta di uno strumento che favorisce, per sua natura, la convergenza d’indagini interdisciplinari inerenti il territorio. Una banca dati aperta all’aggiornamento progressivo.

Ricerca di alleanze
L’obiettivo è quello di comunicare i contenuti delle ricerche scientifiche raccolte in anni di studi, resi omogenei dal sistema di catalogazione e di rappresentazione prescelto, indispensabili sia agli attori delle trasformazioni territoriali che agli operatori economici, a tutti coloro che hanno necessità di acquisire coscienza e consapevolezza del territorio in cui vivono. Il territorio non è un “contenitore” con dentro tante chiese, tanti comuni, tante strade, ecc. Il territorio è un organismo in continua evoluzione. Come ogni organismo ha una sua specifica struttura, regole di sviluppo, una sua anima e un suo spirito.

Il luogo è continuità. Land Pedia: Italia Tota
Il quadro d’insieme, il mosaico dell’Italia, viene illustrato e presentato da un Format Televisivo, un Cortometraggio, un prodotto in sé concluso. Nella sua operatività Italia Tota è un geoportale multimediale dell’orografia ed idrografia dell’Italia. È idoneo a ricevere, immagazzinare, elaborare, gestire e rappresentare dati di tipo geografico, visioni tridimensionali, provenienti da discipline diverse.

Approfondimenti delle singole aree
L’applicazione può essere tradotta per una guida on line di carattere turistico-culturale o per un gioco di carattere didattico. È articolato su diverse tematiche. Ogni territorio ha la sua serie, è informativo e costituisce una piattaforma culturale con largo utilizzo di modelli, navigabili interattivamente. Serve a tutti perché orienta, prima di rispondere ai singoli interessi. Esempi di applicazione già impostati: Dal Tirreno all’Adriatico. La Toscana e l’Emilia Romagna.

Comunicazione Divulgazione
La necessità è quella di costruire un dialogo in continuità fra le persone ed il territorio. Ci sono due temi distinti da armonizzare:
- Lo studio del territorio, nella qualità della ricerca scientifica fondante;
- La comunicazione di questi studi, l’aspirazione a trasmettere l’emozione della conoscenza, raccontare la dimensione umana del portato progettuale.
La rappresentazione che ricerchiamo è uno strumento essenziale di sintesi e di unitarietà: una sorta di narrazione che tende avvicinare le persone ai contenuti insiti nella teoria scientifica. Le immagini dinamiche sono fondamentali per capire l’evoluzione dalle forme territoriali. Il coinvolgimento dei
sensi apre la possibilità di essere utilizzato sia da portatori di disabilità sia come visita preventiva per chi vuole preparare un viaggio o una ricerca.

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